
Il pregevole complesso sacrale di SVETICE (Le Sante) domina tutto il paese, sopra le vigne e i frutteti bagnati dal sole. Per secoli il luogo di Svetice era il santuario della fede ma anche il santuario della storia, dell'arte e della cultura croate. Vicino alle mura della vecchia chiesa a Svetice maturano i fichi che i sacerdoti glagoliti portarono dai paesi meridionali. Una volta ci si trovavano tre cappellette consacrate alla Beata Vergine Maria, a Santa Margherita e a Santa Caterina. Da qui proviene il nome del luogo. La chiesa attuale e stata costruita piu tardi. Nel 1577, ci fu sepolto Stjepan Frankopan di Ozalj. Col passar del tempo la sua pietra tombale e stata spostata fino all'ingresso, sotto i piedi dei visitatori. La prima parte del convento fu costruita nel 1627 quando, fuggendo davanti ai turchi, i paolini di Kamensko arrivarono a Svetice. Il convento fu finito nel 1660 per il grande merito del primo priore, l'illustre lessicografo e scrittore Ivan Belostenec. Sotto il tetto del convento compose il Gazofilacio, un magnifico dizionario tridialettale. Con il suo zelo di scienziato e l'ispirazione di poeta, Ivan Belostenec aveva raccolto per decenni la ricchezza della varieta della lingua croata e la doponeva nel suo libro. Tra gli oggetti del prezioso inventario della chiesa gotica - in seguito trasformata nello stile barocco - spiccano i banchi del coro con decorazioni incise a mano. Gli altari - il maggiore e i laterali - i pulpiti, l'organo, la suppellettile ecclesiastica e i paramenti liturgici, le statue e le pitture, tutto cio costituisce l'eredita inestimabilmente praziosa degli artisti paolini, sia noti che sconosciuti. Chi passa per la chiesa, attratto dall'altare maggiore luccicante e sontuosamente ornato di intagli, avra l'impressione di sfogliare le ricche illustrazioni di un libro di storia dell'arte che copre il periodo dal secondo Seicento fino alla fine Settecento. Le opere piu belle sono state lasciate dagli illustri pittori paolini Ivan Ranger e Gabrijel Taller.